INTERVISTA AD ALESSANDRO GABBANI, MEDIANO DELLA PRIMAVERA DELLA SAMP

 

Tenace e determinato in campo, gentile e disponibile fuori dal rettangolo verde. Questo il ritratto di Alessandro Gabbani, ex centrocampista del Futbolclub, ora in rosa nella Primavera della Sampdoria guidata da Simone Pavan. Il classe ’99, mediano per vocazione, è l’esempio lampante del lavoro di recruiting che l’Academy blucerchiata svolge nel panorama nazionale. Il centrocampista – primo tra i tanti talenti partiti da club ora in orbita Next Generation –  ha ripercorso insieme a noi le tappe che lo hanno portato dall’”Acquacetosa” fino a Bogliasco.

 

Alessandro, quale è stato il tuo percorso con il Futbolclub?

Ho iniziato al Futbol a 13 anni, giocando prima per mister Benassi e poi per mister Ranzani, con il quale abbiamo fatto una bell’annata, sfiorando i playoff nel campionato Giovanissimi Elite. Il campionato successivo ci confermammo un buon gruppo. E buona parte del merito va a mister Luzzardi, con il quale raggiungemmo dei buoni obiettivi di squadra e personali. Diversi di noi furono anche convocati nella Rappresentativa regionale. L’anno successivo invece mi sono infortunato: ho saltato tutta la prima parte e sono rientrato solo a gennaio, ma ricordo che eravamo un grande collettivo e ce la giocavamo con tutti senza timori.

Hai dei ricordi positivi del Futbolclub?

Assolutamente sì. Sia di quello che si faceva in campo che fuori. I miei compagni di squadra di allora sono diventati i miei migliori amici, un fatto per il quale sarò sempre molto grato al Futbolclub. Inoltre, sono riconoscente alla società perché mi ha dato la possibilità di esprimermi e mettermi in evidenza. Sono certo che senza quegli anni non sarei riuscito ad andare in una squadra professionistica come la Sampdoria.

Qual è un aneddoto che ricordi più volentieri della tua esperienza con la nostra società?

L’evento a cui sono più legato è sicuramente il gol che feci al Tor di Quinto nel derby. Rientravo da un grave infortunio e quella fu un grande e personalissima soddisfazione.

Dopo il Futbolclub, il grande salto verso Genova. Che sensazioni hai sulla tua esperienza alla Samp?

Alla Samp sono arrivato tre anni fa per giocare con gli Allievi Nazionali e oggi faccio parte della Primavera. A Genova mi trovo molto bene, sono di casa. Sicuramente all’inizio è stato un po’complicato: una squadra dilettantistica è un altro mondo rispetto ad una professionistica. Del Doria mi piace l’ambiente: ci sono delle minime pressioni come è giusto che sia, ma a noi atleti viene lasciato il tempo di crescere.

Come ti trovi a Casa Samp?

Casa Samp è un ambiente molto piacevole. Siamo molti ragazzi e visto che la maggior parte di noi viene da fuori Genova, si è creata una sorta di famiglia. Ho visto molto più loro che mio fratello negli ultimi 3 anni. Condividiamo scuola, pasti e la vita di tutti i giorni.

Qual è il giocatore della prima squadra della Samp che maggiormente ti ha colpito ed a cui ti ispiri?

Sicuramente Lucas Torreira, che gioca nel mio ruolo e che pur non essendo fisicamente straripante mi sorprende ogni giorno per l’intelligenza tattica che dimostra di avere. Non è alto e non pesa molto, ma nessuno ha recuperato più palloni di lui in Serie A. Fa impressione.

Qualche giorno fa tre ragazzi del Futbol, Filippo, Samuel e Roberto sono saliti a Genova per un provino con la Sampdoria. Avendo fatto per primo viaggio da Roma alla Liguria, cosa consiglieresti a loro ed agli altri ragazzi del Futbolcub che sognano un futuro nelle giovanili blucerchiate?

Consiglio loro di cercare di crescere tranquillamente senza troppi pensieri ed ossessioni in testa. I ragazzi del Futbolclub hanno la fortuna di giocare in una società che li visiona regolarmente. Quelli che si allenano al massimo delle loro potenzialità verranno ripagati.